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Sightsavers Reports

Il viaggio di Laurinda verso il recupero della vista

febbraio 2016
La storia di Laurinda

A Nampula, in Mozambico, ci sono moltissime vite devastate dal terribile flagello della cecità.

Ne sono colpiti milioni di bambini di tutte le età, mamme e papà. Famiglie sconvolte che perdono lavoro, indipendenza, possibilità di una vita con qualche bagliore di speranza. Famiglie senza speranza le cui storie sono strazianti e dolorose.

Come la storia di Laurinda, una giovane mamma cieca a causa della cataratta.

Laurinda è cieca da quasi quattro anni

L’abbiamo trovata durante un lungo e faticoso viaggio con i nostri operatori oftalmici per andare a cercare e visitare le persone colpite dalla cecità nei villaggi più poveri e lontani di Nampula.

Laurinda ha 37 anni e viene da un remoto villaggio che si trova nel distretto occidentale della Provincia di Nampula, in Mozambico.

La prima volta che l’abbiamo vista era seduta su un tappeto di paglia con la sua piccola bambina Telma in grembo e sembrava abbattuta. Si muoveva a malapena mentre la bambina si agitava e giocava con i suoi piedini.

Laurinda è cieca da quasi quattro anni per colpa della cataratta. Ha sette figli e un nipote. E’ molto sola e triste.

“Quando mio marito ha saputo che stavo diventando cieca, ha deciso di lasciarmi perchè non potevo più fare quello che facevo. Non potevo cucinare, non potevo coltivare. Poi ha deciso di divorziare, quindi adesso sono sola.

“Non ho una casa. Non ho vestiti. Non ho il sapone. Non posso andare a raccogliere l’acqua. Non posso andare al campo a coltivare per sfamare i miei figli. Non ho neanche abbastanza soldi per comprare i vestiti ai miei figli.”

 

“Quando mia figlia va al campo, non faccio niente, resto seduta”

Laurinda ci racconta che oggi vive con sua figlia più grande, Aida. Ha solo 14 o 15 anni e ha già lei stessa un bambino. È sulle giovani spalle di Aida che è caduto un peso enorme. Senza l’aiuto di nessuno, Aida si occupa di dare ogni giorno ai suoi fratelli e sorelle più giovani il cibo e l’acqua di cui hanno bisogno.

“Lei è quella che fa tutto,” racconta Laurinda di Aida. “Prepara da mangiare, lava i miei vestiti, cucina per me e raccoglie l’acqua per me. Non posso fare niente se mia figlia non è nei dintorni. Quando mia figlia va al campo, non faccio niente, resto seduta.”

Quando le chiediamo se ha degli amici che possono aiutarla, un sorriso ironico compare sul suo volto prima di rispondere, “L’ho fatto una volta. Ma quando si accorgono che sei malato, e che non c’è niente che possono avere da te, scompaiono. Prima da me potevano ottenere qualcosa in cambio, ma ora non possono.”

Dopo averla trovata seduta, l’abbiamo accompagnata al pozzo più vicino, con Aida che la guidava per mano con esitazione e i bambini legati a tracolla sulla schiena di entrambe le donne. È stato durante questa camminata per soddisfare una necessità così basilare come raccogliere l’acqua che si percepisce quanto fragile sia diventata la vita di Laurinda per colpa della sua cecità.

Laurinda continua a chiedersi, “Cosa mi succederà?”. È straziante sapere che pensa questo quando è seduta in silenzio con la sua piccola bambina Telma in grembo.

Ma la bella notizia è che il destino di Laurinda non è ancora stato deciso. C’è davvero speranza per lei, Aida e il resto della sua famiglia, grazie alle persone che sostengono il lavoro di Sightsavers per cambiare la vita delle persone.

Laurinda stands with her child.

La bella notizia è che il destino di Laurinda non è ancora stato deciso

La storia di Laurinda, una mamma del Mozambico cieca a causa della cataratta, è un meraviglioso esempio di quanto ogni donatore di Sightsavers faccia la differenza per chi soffre di cecità nei paesi più poveri del mondo.

Guarda qui sotto il video dell’operazione che le restituisce la vista e il momento emozionante in cui vede per la prima volta la sua bambina.

“Vai all’ospedale e ti potranno guarire”

Laurinda ci fa capire che cosa vuol dire essere cieca in un paese in via di sviluppo. Una condizione che l’ha resa totalmente dipendente dalla figlia maggiore di 15 anni, Aida, per ogni cosa e l’ha trascinata nello sconforto più totale.

Quando seppe da Mario Hamido, il capo della sua comunità, che esisteva una possibilità di poter vedere di nuovo, rimase sbalordita, non aveva nessuna idea che esistesse una cura possibile per lei. Questa era la sua opportunità per una nuova vita.

E guarda com’è cambiata ora la sua vita di ogni giorno e con quanta fiducia può finalmente guardare al futuro.

I 30 secondi più importanti della vita di Laurinda

Laurinda arriva dall’ospedale distrettuale di Lalaua dove è stata visitata. Quando arriva in auto all’ospedale le chiediamo come si sente al pensiero di riacquistare la vista. “Non avevo idea che la mia vista potesse essere curata. Ho avuto l’informazione dal signor Mario Hamido. Mi ha detto, ‘Vai all’ospedale e ti potranno guarire.”

“Se potessi essere curata, potrei vedere di nuovo i miei figli ed essere felice. Voglio guardare i miei bambini e i miei nipoti e dire, ‘Oh! Voi siete sangue del mio sangue’. Quando sarò guarita, tornerò alla mia fattoria e zapperò. Seminerò il cotone, il sesamo, arachidi e granoturco. Poi li venderò e guadagnerò del denaro. Potrò comperare da mangiare e vestire i miei figli. Una volta li vestivo. Potrò anche andare alla fonte e prendere acqua potabile.”

Il Dottor Anselmo visita i nuovi arrivati e finalmente tocca a Laurinda. Alla fine prende la sua decisione: sì, gli occhi di Laurinda possono essere operati! Può fare l’operazione che in 15 minuti le permetterà di vedere di nuovo.

È tempo di miracoli!

Sono le 6 del mattino al Ribaue Hospital e oggi è il giorno in cui un incredibile miracolo verrà realizzato per Laurinda che dopo aver dormito la notte sul pavimento dell’ospedale, ora è seduta in attesa con le sue figlie.

Finalmente Mario conduce Laurinda dentro la sala operatoria. Nel corso dei prossimi 15 minuti il medico rimuoverà il cristallino opaco e lo rimpiazzerà con una piccola lente di plastica. È davvero semplice come sembra. Ma questa vitale operazione non sarebbe possibile senza persone incredibili come i sostenitori di Sightsavers che con generosità supportano il nostro lavoro nei paesi in via di sviluppo in tutto il mondo.

Alle ore 16.41 Laurinda è finalmente fuori dalla sala operatoria e sta bene, anche se intontita e disorientata. Dopo poco cade addormentata con un braccio stretto attorno a Thelma. Domani sarà una giornata importantissima. Quando le bende saranno rimosse, potrà vedere di nuovo i volti che non ha più potuto vedere per tanto tempo. Potrà vedere un futuro luminoso.

Laurinda rests, with one eye bandaged after her operation.

La vista di Laurinda è salva!

Laurinda con Thelma addormentata in braccio aspetta nella corsia dell’ospedale di incontrare il Dottor Anselmo. L’aspettativa è enorme. Il Dottor Anselmo ha cominciato a toglierle le bende. Lentamente apre l’occhio destro e all’inizio Laurinda dice che riesce a vedere le persone ma la sua vista è ancora annebbiata.

Quando comincia ad osservare da vicino Thelma, la bambina che lei non ha mai visto prima, un ampio sorriso si diffonde sul suo viso felice. È una scena veramente magica.Fissa orgogliosa la sua bambina e chiede: “Thelma. Che cosa stai facendo Thelma?”mentre la bambina muove la testa su e giù. Mario osserva, “È felice” e ha ragione.

Laurinda ci vede, la sua vista è salva e tutti sono felici perché ora, grazie a voi, si è acceso un nuovo futuro per tutta la famiglia. “Quello che mi rende felice ora che sono stata curata è che posso tornare a lavorare e andare dove prima non potevo andare. Posso vedere i miei figli e i miei nipoti, che non potevo più vedere.”

Ma la storia di Laurinda è un meraviglioso esempio di quanto ognuno dei nostri donatori faccia la differenza per le persone cieche nei paesi del terzo mondo. Milioni di Miracoli significa un milione di momenti come quello che Laurinda e la sua famiglia hanno appena vissuto.

L’inizio di una nuova vita

La diversità che vediamo in Laurinda è incredibile. L’espressione addolorata e passiva è stata rimpiazzata da una espressione animata e piena di vita. E’ bellissimo vederla fare cose semplici come dare da mangiare alla sua bambina, o andare in bagno, senza paura, senza che nessuno la debba aiutare.

Altre mamme come Laurinda hanno disperatamente bisogno di aiuto

La più grande differenza che vediamo sta nella sua relazione con Thelma. È come se la sua piccola fosse nata una seconda volta per lei. Parlotta costantemente, gioca sul pavimento ridendo per il modo in cui si comporta tra le sue braccia.

Questo è stato un viaggio incredibile per Laurinda. Negli ultimi giorni all’ospedale non ha fatto altro che prendere le nostre mani e dire “Grazie, grazie.”

Altre mamme come Laurinda hanno disperatamente bisogno di aiuto, hanno disperatamente bisogno di un Miracolo.

Tu puoi fare la differenza per un’altra mamma come Laurinda, dona 35 euro per regalarle l’operazione di cataratta e accendere il suo futuro.

Una donna di profilo guarda un bambino di fronte a lei che sorride

L’emozione più grande è quando Laurinda vede per la prima volta il viso della sua bambina Telma: la sua gioia è indescrivibile!

Una donna di profilo guarda un bambino di fronte a lei che sorride

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