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Cecità dei fiumi:
il male che arriva dall'acqua

Grazie al sostegno di voi donatori, ogni giorno facciamo grandi passi in avanti nella lotta contro la cecità e le terribili malattie che la causano.

La cecità dei fiumi è una di queste. Si tratta di un’infezione parassitaria diffusa attraverso la puntura delle mosche nere che vivono vicino ai fiumi a scorrimento veloce. Se la mosca ti punge, le sue larve provocano una grave irritazione cutanea, prurito insopportabile e, infine, se raggiungono gli occhi, cecità irreversibile.

Può avere un effetto devastante sulle comunità, perché costringe le persone a lasciare aree fertili intorno ai fiumi per l’entroterra, avvicinandole sempre più ad una povertà senza ritorno.

La cecità dei fiumi si previene somministrando alle comunità un medicinale che si chiama Mectizan® almeno una volta all’anno: questo trattamento uccide il parassita e riduce la trasmissione delle mosche. In Benin, grazie alla vostra generosità, queste distribuzioni avvengono da ben 18 anni! E nel paese è stato condotto il primo sondaggio nazionale sulla presenza di questa malattia nei bambini di età compresa tra 5 e 9 anni. È stata la più grande indagine mai compiuta e la prima dai tempi del Covid-19 per cui c’è stata molta formazione per gli operatori e sono state prese tutte le precauzioni per proteggere tutti da un eventuale contagio.

Poiché il trattamento è andato avanti per tutta la vita di questi bambini, la speranza è quella di vedere poca o nessuna prova della malattia, e in questo caso, si potrebbe confermare l’eliminazione della malattia in Benin, un traguardo che rappresenterà un risultato incredibile e il cui merito va a voi donatori che avete reso possibile questo successo!

Le fasi dell'indagine

L’attività di indagine è divisa in due fasi: la sensibilizzazione della comunità e l’indagine vera e propria.
Durante la sensibilizzazione della comunità, i nostri volontari, formati grazie a voi, si recano al villaggio il giorno prima dell’attività di indagine e parlano con il capo perché convinca i membri della comunità a far partecipare i propri figli al sondaggio.

Il giorno dopo vengono raccolti i dati del bambino e il consenso dei genitori. Viene assegnato loro un adesivo con un codice di riconoscimento, che verrà poi utilizzato per identificare il campione di sangue prelevato ai bambini con una piccola puntura sul dito.

Analizzando i risultati di questi prelievi si potrà così controllare l’eventuale presenza della malattia o la sua scomparsa.

È un grande orgoglio far parte di questo progetto

Le principali attività di questo progetto includono: la formazione del personale sanitario e dei distributori comunitari, il trattamento della comunità con Ivermectina ma non solo! A tutto questo si aggiunge l’impegno ad aumentare la consapevolezza sulla salute degli occhi attraverso l’educazione e la sensibilizzazione, incoraggiando le persone a cercare le cure gratuite.

Un’operazione ad ampio raggio che darà grandi risultati e che tutti i nostri volontari affrontano con grande energia ed entusiasmo, come possiamo leggere dalle parole del Dott. Romaric Tchebe che dirige l’Unità di Attività di Biologia ed Entomologia presso il Ministero della Salute.

“Per quanto riguarda l’andamento della ricerca, penso che le cose stiano andando molto bene. È un grande orgoglio far parte di questo progetto. Sono orgoglioso di essere con loro, pronto a farlo di nuovo… spero che riusciremo a eliminare efficacemente la malattia per sempre in Benin!”.

Una speranza a cui ci uniamo con convinzione e che sarà sicuramente realizzata grazie al grande cuore di voi donatori.

Persone speciali che salvano il mondo.

Insieme sconfiggeremo la cecità dei fiumi!

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