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L’aiuto alle persone con disabilità in India durante il Coronavirus

giugno 2020
People sit outside in small groups and listen to a trainer.

Quando a marzo gli Stati di tutta l’India a causa della diffusione del COVID-19 hanno annunciato un improvviso blocco, molte persone hanno lottato per riuscire a mantenersi mentre le attività chiudevano e i servizi essenziali si fermavano.

Le persone – in particolare le donne – con disabilità sono maggiormente in pericolo durante la chiusura, non solo per il maggior rischio di contrarre il COVID-19, ma per essere escluse dalle risposte del governo alla pandemia. Potrebbero non essere in grado di ottenere i farmaci essenziali di cui hanno bisogno e le regole di distanziamento sociale possono significare la perdita delle visite da parte degli operatori che li assistono. Inoltre le persone con disabilità visive e uditive potrebbero non ricevere importanti comunicazioni da parte del governo quando queste non sono resi disponibili in formati a loro accessibili.

Il personale di Sightsavers in India sta lavorando instancabilmente per assicurarsi che durante la pandemia le persone con disabilità e le donne non vengano escluse dagli aiuti del governo. Abbiamo incontrato due donne che con grande coraggio e dedizione stanno assicurando alle persone con disabilità il sostegno di cui hanno bisogno durante questo periodo difficile.

Neha

Neha è a capo di un’organizzazione per persone con disabilità del distretto di Hazaribag. Lei e la sua organizzazione ricevono molte richieste d’aiuto da parte di persone in difficoltà. Neha ha scoperto che molte donne con disabilità stanno affrontando molti problemi a causa del distanziamento sociale.. Alcune di queste donne dipendono da una badante per le attività quotidiane o per la loro cura personale e hanno bisogno di ricevere pacchi alimentare in quanto non hanno un lavoro o un reddito. Questo causa loro molto stress e paura.

Neha ha partecipato ai corsi di formazione di Sightsavers e ora a 26 anni guida l’associazione di Hazaribag. In risposta al lockdown,  ha dato vita ad una piattaforma digitale e creato un gruppo WhatsApp per connettere le persone con disabilità in modo che possano condividere i loro problemi e i loro stati d’animo. Attraverso il gruppo Neha è stata in grado di comunicare alle autorità locali le esigenze specifiche delle persone che le hanno chiesto supporto. Ha anche utilizzato la piattaforma per fornire alle persone regolari aggiornamenti e informazioni sullo stato della pandemia e sulla salute pubblica.  Neha ha inoltre assicurato che le persone con disabilità potessero ricevere pacchi alimentari ed accedere ai fondi di aiuto governativi.

Ha poi svolto un costante lavoro di patrocinio con l’amministrazione distrettuale ed ora è membro del Comitato volontario del distretto di Hazaribag sulla risposta al COVID-19. Infine è attivamente coinvolta nell’educazione delle persone con disabilità attraverso valutazioni delle loro competenze.

Savita

Savita ha 24 anni ed è nata con una disabilità fisica. É cresciuta nella miseria in un povero villaggio del Chhattisgarh in India. Durante la sua infanzia Savita ha faticato a comprendere perché fosse diversa dagli altri bambini, ma con il passare degli anni ha accettato la sua condizione e ha deciso di vivere la vita prendendo le sue decisioni per costruirsi un futuro. Aveva il desiderio di studiare e si è quindi laureata senza alcun sostegno da parte dei suoi familiari.  Savita ha poi deciso di dedicare la sua carriera alla tutela dei diritti delle persone con disabilità. È entrata a far parte della locale organizzazione per le persone con disabilità  ed è stata eletta presidentessa nel 2019.

Gli sforzi di Savita durante la crisi COVID-19 sono stati ammirevoli. Ha realizzato maschere di stoffa per le persone bisognose e ha donato un mese della sua pensione di invalidità al fondo statale COVID-19. Ha lavorato con altri leader di organizzazioni analoghe alla sua per fornire assistenza finanziaria alle persone con disabilità gravi e multiple nella regione durante il periodo di lockdown. Savita ha inoltre aiutato l’amministrazione locale nell’identificare le persone che avevano più bisogno di supporto (in particolare le persone con disabilità) e nella distribuzione di aiuti umanitari.

“Il mio contributo può sembrare piccolo rispetto alle grandi donazioni fatte da altri”, dice Savita “ma spero che la mia donazione aiuterà qualcuno”. Aggiunge che continuerà a lavorare il più a lungo possibile per le persone bisognose e vuole contribuire a diffondere la consapevolezza sulla prevenzione del COVID-19 tra le altre persone con disabilità.

Il 75% della cecità si può prevenire o curare

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